Lampedusa, il nuovo stadio e….il Real Madrid?

Dati, dettagli, costi e curiosità sul campo di calcio di categoria Uefa 1 in costruzione a Lampedusa. Intervista con il responsabile tecnico-commerciale della società che sta realizzando l'opera a venti metri dal mare

Prima che la stagione turistica di Lampedusa si sarà conclusa il nuovo stadio calcistico verrà consegnato e, si spera, con la promessa partita amichevole della nazionale minore. I lavori procedono ed i potenziali sviluppi dell’impianto sembrano superare le premesse aspettative. Per comprendere a fondo cosa si sta realizzando in zona Cala Salina, a venti metri dal mare di Lampedusa, abbiamo intervistato il responsabile tecnico-commerciale della “Specialisti del Verde”, società del gruppo PowerGrass. Il dott. Daniele Nasini, è un esperto italiano, di Verbania, che frequenta Lampedusa da circa venticinque anni e che ne conosce a fondo le criticità. Grande esperto della speciale erba naturale che vive di acqua di mare, tanto da essere stato anche relatore all’università di Abu Dhabi, il dott. Nasini ci ha raccontato del rapporto di stima che lo lega al dimissionario presidente della Lega B di calcio Andrea Abodi e della determinazione con cui ha voluto offrire questo grandissimo regalo a Lampedusa prima di lasciare la presidenza. Ma l’intervista ha rivelato anche altri aspetti, o curiosità, molto interessanti.

Dott. Nasini, state per chiudere una commessa per otto campi in Nuova Zelanda che useranno lo stesso brevetto PowerGrass, giusto?

Come spesso succede, gli anglosassoni hanno una mentalità molto più reattiva sui prodotti di qualità rispetto all’italiano che notoriamente, legato dalle tradizioni o dai colori calcistici, o politici, prova mille soluzioni prima di arrivare al dunque.

Daniele Nasini in cantiere a Lampedusa
Il campo dell’impianto di Lampedusa, per la sua estrema vicinanza al mare, è una sfida più dura di altre?

Più che una sfida è una conferma. A Lampedusa viene combinata alla caratteristica ibrida di PowerGrass un erba utilizzata per la prima volta due settimane fa a Las Palmas che si chiama Paspalum. Quest’erba ha una esigenza salina importante: Non solo si adegua, ma necessita di una irrorazione continua con acqua del mare. Buona parte dei campi sportivi del Medio Oriente, come quelli del Qatar per i mondiali di calcio del 2022 e quelli di Dubai sono fatti con questa erba.

Quindi un prodotto garantito?

Noi garantiamo i nostri campi, compreso quello di Lampedusa, per venti anni.

Come funzionerà la manutenzione a Lampedusa?

Abbiamo garantito per Lampedusa, alla Lega B ed alla Onlus B solidale – la struttura No profit che sponsorizza insieme ad altri partner questa operazione – una presenza minima ma costante per i prossimi cinque anni ad una cifra estremamente bassa per un campo di categoria Uefa 1.

A quanto ammonta la cifra “estremamente bassa”?

Circa ventimila euro all’anno di costo complessivo. Per darvi una proporzione: il campo misto del Bentegodi di Verona costa 123 mila euro al Chievo Verona e 123 mila euro al Hellas Verona. San Siro, che è un misto come PowerGrass, costa 235 mila euro all’anno che si dividono tra Inter e Milan.

Quanto costa invece l’intero impianto di Lampedusa?

Sono stati stanziati due milioni di euro, cifra omnicomprensiva di spese di burocrazia e progettuali. Progetto diretto dallo Studio Fanelli di Avellino. Dei due milioni, cinquecentomila euro vengono stralciati e dati in concessione al Lampedusa Calcio per tutte le spese dei prossimi cinque anni.

Di quali spese stiamo parlando?

Di tutte le esigenze sportive. Oltre a quei ventimila euro annui di manutenzione anche le divise, dei calciatori, i biglietti aerei e le spese di trasferta, le iscrizioni ai tornei e tutte le altre spese a cui dovranno fare fronte. Centomila euro all’anno con cui Lampedusa potrà anche invitare, sostenendone le spese, squadre del continente con cui fare integrazione sportiva.

Ed il restante milione e mezzo?

Del milione e mezzo, 800.000 euro riguardano la parte attuale dei lavori e i restanti 700.000 sono destinati in parte al completamento del campo con ripristino degli spogliatoi e la dotazione di porte e panchine e tutto quello che comprende la conclusione di questi lavori, e la restante parte alla tribuna per gli spettatori e all’impianto fotovoltaico.

L’impianto sarà quindi interamente ecosostenibile?

Le luci sono tutte Led e consumano davvero poco, e non si utilizzano tutto il giorno, quindi l’impianto sarà anche produttivo mettendo in circuito più energia di quanta ne potrà consumare. In termini di sostenibilità dell’impianto, tengo a precisare che la Paspalum viene irrorata con la sola acqua di mare e pertanto non rappresenterà spreco di nemmeno una goccia dell’acqua dissalata della rete idrica dell’isola.

Quando, con certezza, si potrà giocare sul nuovo campo di calcio di Lampedusa?

Posso garantire che PowerGrass tra fine agosto e la prima settimana di settembre sarà in posa. E già un ora dopo ci si potrà giocare. La crescita del Paspalum invece ha bisogno dai venti ai quaranta giorni in base alle condizioni pedoclimatiche (condizioni ambientali del suolo e del clima, nda). Per il 22 settembre, data caldeggiata dal ministro Lotti alla simbolica posa della prima zolla, ci saranno le condizioni di giocabilità. Per quella data però la parte di erba naturale potrebbe non essere ancora perfetta. Ma questo è lavoro che fa la natura non ci sono ministri o agronomi che possano accelerare i suoi tempi.

Ci sono prodotti speciali che arrivano da fuori?

C’è il Paspalum che arriva da Dubai, poi ci sono duemila metri cubi si sabbia che arriva anch’essa da fuori. Un campo di calcio di categoria Uefa 1 è un ambiente su cui giocano e si allenano calciatori le cui gambe hanno un valore molto elevato, così come le polizze assicurative che le coprono, e non possiamo certo realizzare un campo senza i requisiti e le certificazioni che garantiscano noi ed i giocatori.

E da Lampedusa cosa arriva?

Noi qui abbiamo cinque operai in pianta stabile. Al loro lavoro specializzato si aggiunge quello di imprese ed operai locali che mettono a disposizione la loro manodopera ed i loro mezzi per il movimento terra. Questo ha permesso di dover imbarcare meno ruspe ed operai sulla nave e di subappaltare lavoro alle imprese locali. Escavatori, cassoni per lo smaltimento dei materiali di risulta e lo smaltimento stesso sono lavori che stanno eseguendo le imprese lampedusane. Oltre ovviamente alle forniture di materiali quali il cemento e la ristorazione per gli operai.

Anche questo su aspetto Lampedusa ha un tornaconto quindi?

È stata una delle richieste, sin dall’inizio, del presidente Andrea Abodi che fosse non soltanto un opera donata e posata sull’isola ma anche un motivo di indotto per la popolazione isolana.

Fino ad oggi sta filando tutto liscio?

A livello cantieristico tutto bene. Capita che qualcuno pensi di fare un giro in scooter dentro il cantiere, qualificandosi come amico di qualcuno o parente di qualcun altro, magari per vedere come procedono i lavori. ma magari è dovuto solo all’amore ed alla curiosità dei lampedusani verso quest’opera. Certo che per motivi di sicurezza il personale non autorizzato non può entrare in cantiere e quindi abbiamo chiuso l’area. Adesso non entra più nessuno, salvo le istituzioni con presentazioni ufficiali di permessi.

Tra la simbolica posa della prima zolla e l’apertura del cantiere con l’operativo avvio dei lavori ci sono state le elezioni ed il cambio dell’amministrazione, questo ha causato disagi o rallentamenti?

Direi di no. In effetti l’inizio lavori è coinciso con le elezioni e tutto era già pronto. Posso dire che abbiamo lavorato bene, nella fase di programmazione, con la signora Giusi Nicolini e stiamo lavorando bene con il nuovo sindaco Salvatore Martello. Martello vuole controllare e prendere in carico una documentazione infinita, per controllare che le cose si facciano come devono esser fatte, e che si sono fatte come dovuto, da parte della direzione tecnica e della committenza oltre che dal Demanio Marittimo che ha licenziato quest’opera. Quindi fin’ora tutto bene, anche con i due primi cittadini che si sono avvicendati all’amministrazione comunale.

Ci sono speciali indicazioni per questo campo?

Si, questo campo può essere calpestato almeno sei o sette ore al giorno. E dico: almeno sei o sette ore. Quindi le associazioni sportive dell’isola ne potranno usufruire senza limitazioni.

Lo stadio è classificato Uefa 1, come gli stadi di premier league, quindi si potrebbero vedere a Lampedusa squadre importanti per il ritiro invernale?

Squadre di qualunque calibro. Tra l’altro so che è stata invitata una fondazione per venire a svernare a Lampedusa, dopo la sosta natalizia, così da fare sull’isola la preparazione atletica in vista della seconda parte del campionato.

E quale sarebbe la fondazione in questione?

Il Real Madrid

Il Real Madrid a Lampedusa?

Tutte le squadre di grosso calibro, dal 2 gennaio fino più o meno al 10 vanno a svernare in location per fare riabilitazione e ripresa atletica. E Lampedusa, con le strutture alberghiere di cui dispone e lo stadio Uefa 1 potrà accogliere squadre di questo calibro insieme ai rispettivi staff, giornalisti e tutto quello che si muove insieme a simili club.

L’isola potrebbe mettere una vera ipoteca sul processo di destagionalizzazione tanto agognato?

Vengo a Lampedusa da tantissimi anni, quasi venticinque, e ho sempre cercato di proporre idee che potessero far leva sullo sport per destagionalizzare il turismo dell’isola. Spero che questa sia la volta buona.

Intervista di Mauro Seminara

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