Impeachment di compleanno per Donald Trump

Il presidente americano formalmente accusato di ostruzionismo alla giustizia americana. L'impeachment per Trump si concretizza mentre il Congresso nega la mozione di riduzione delle sanzioni alla Russia

Già dal giorno della sua elezione, negli Stati Uniti si sentiva odore di impeachment entro l’anno. Probabilmente non era un pronostico ma una aspettativa. Ieri il Senato americano aveva “sfiduciato” Trump bocciando con un sonoro 97 a 2 la proposta del presidente di ridurre le sanzioni poste alla Russia. Tentativo di dialogo con ovvio ritorno commerciale per gli stessi USA che Trump intendeva condurre malgrado si trovasse nell’occhio del ciclone proprio per le accuse che gli vengono mosse circa rapporti “anti-patriottici” con la Russia. Nel frattempo incalzano come un plotone di esecuzione, con l’ombra dell’impeachment, le testate giornalistiche anti-Trump (praticamente tutte) che avevano tentato di demolirlo già in campagna elettorale. Mentre da una parte si gioca al tiro al bersaglio sulla vicenda che vede il Direttore dell’FBI contrapporsi a Trump prima e dopo le elezioni e spalleggiato dalla CIA, dall’altra si vuol procedere a nuove stringenti sanzioni contro la Russia perché colpevole di difesa del Governo repubblicano di Bashad al-Assad in Siria intento nella lotta ai terroristi dell’ISIS e bersaglio delle bombe americane che prenderebbero le parti del Califfato. Trump adesso è indagato per aver ostruito il corso della giustizia impedendo con il licenziamento in tronco di James Comey che l’FBI procedesse con le indagini sul cosiddetto “Russiagate”. Definizione che richiama lo storico Watergate che costrinse Nixon alle dimissioni e che viene citato e ripreso un po’ da tutti i giornali. Di fatto però la vicenda Trump, più che l’impeachment di Nixon, ricorda quella di Kennedy e dell’allora numero uno dei servizi segreti e fondatore dell’FBI J.Edgar Hoover. Kennedy provò a licenziare Hoover dopo aver dimostrato che l’apertura ed il dialogo con la Russia potevano essere più utili e produttivi delle batterie missilistiche. Rimase alla storia lo scampato terzo conflitto mondiale legato alla lunga notte di Cuba. Kennedy, oggi martire e non annoverabile come Nixon negli attuali parallelismi, non ascoltò i consiglieri del Pentagono e non ordinò l’attacco preventivo lasciando che la diplomazia statunitense trovasse un accordo con quella russa. Poi il tentativo di decapitare i vertici dei servizi e del Federal Bureau of Investigation. Infine, Kennedy venne ucciso.

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