Sgominata a Milano la banda di rapinatori dalle maschere di gomma

Arrestati i rapinatori seriali del milanese che tentarono di uccidere un carabiniere. Erano un 25enne e due fratelli di 26 28 anni di età. Usavano le maschere ed indossavano giubbotti anti-proiettile

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di identificare i componenti della banda, tutti milanesi di “Quarto Oggiaro”, e di individuare le aziende da cui gli stessi si rifornivano per l’acquisto delle sofisticate maschere sceniche che riproducevano fedelmente volti umani, nonché di individuare i luoghi in cui venivano custodite le armi, i giubbotti antiproiettile, le maschere e i motocicli utilizzati per le rapine. Nel complesso, sono venticinque le rapine attribuite alla banda. Tra queste ventidue banche, due supermercati ed una gioielleria. Gli arresti giungono a coronamento di una complessa indagine svolta dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Milano e coordinata dal Procuratore Aggiunto e dal Sostituto Procuratore, su di una serie di rapine a mano armata in danno di istituti di credito ed esercizi commerciali ubicati principalmente nella zona nord dell’hinterland milanese, commesse dalla fine del 2014 con il medesimo modus operandi, consistente nel travisamento con maschere facciali in lattice, nell’impiego di armi da fuoco, nell’utilizzo di giubbotti antiproiettile indossati sotto gli abiti e nella fuga a bordo di motocicli di grossa cilindrata, provento di furto.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo lombardo, nei confronti di 3 italiani, un 25enne e due fratelli di 26 e 28 anni d’età, ritenuti responsabili a vario titolo di tentato omicidio, sequestro di persona, rapina, furto e ricettazione. I due più giovani sono stati inoltre identificati quali responsabili anche del tentato omicidio di un carabiniere, al cui indirizzo erano stati esplosi 6 colpi di pistola nel corso di una rapina ad un istituto di credito di Cornaredo (MI), nel novembre 2015. I due erano stati tratti in arresto nel dicembre successivo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e alterazione e detenzione di armi clandestine, venendo trovati in possesso di 1 kg. di cocaina, 1 kg. di marijuana, un fucile calibro 12 con canne mozzate e matricola abrasa, due pistole semiautomatiche con matricola abrasa, munizionamento vario, un giubbotto antiproiettile, tre motocicli di grossa cilindrata provento di furto, una maschera in lattice, materiale per il travisamento, nonché la somma contante di 40mila euro.

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