La sindaca dell’accoglienza Giusi Nicolini clamorosamente sconfitta nella sua Lampedusa

Congedata senza onori dai lampedusani la sindaca che ha commosso il Papa e varcato la soglia della Casa Bianca. Per lei rimane il posto nella segreteria del Partito Democratico di Matteo Renzi

Clamorosa sconfitta per uno dei sindaci più amati d’Italia. A nulla sono serviti gli interventi della stato maggiore Dem con la “posa della prima zolla” per il costruendo impianto sportivo e la presenza del ministro Luca Lotti poi salito sul podio a dar man forte al comizio. A nulla è valsa la nomina in segreteria PD lanciata sa Matteo Renzi. Neanche le 120 firme raccolte da Realacci tra parlamentari ed europarlamentari per candidarla al Nobel per la Pace insieme a Lampedusa sono valse sul territorio. Tra i quattro candidati – numero che lasciava già ampiamente intendere la scarsa stima dei suoi concittadini – in corsa per la poltrona di sindaco, Giusi Nicolini si è piazzata terza, salendo appena sul podio. Una sconfitta che farà discutere ovunque tranne che a Lampedusa dove il “Ko tecnico” era ampiamente previsto.

Totò Martello
La lista “Per non tornare indietro” voleva appunto scampare il pericolo che le isole perdessero tutto il lavoro svolto da Nicolini in questi cinque anni e che sono valsi alle isole infrastrutture cantierate oltre che notorietà dal trend positivo. Ma gli isolani pare abbiano preferito dare il benservito alla sindaca che ha varcato la soglia della Casa Bianca e ricevuto ammirati complimenti dal Pontefice. Quarta classificata, in una corsa delirante e apparentemente mossa da mera ambizione personale, la ex senatrice leghista Angela Maraventano. Quasi trecento voti di distacco tra il nuovo sindaco e il secondo piazzato e duecento tra questo e Giusi Nicolini. Infine con circa 200 voti la leghista. A Lampedusa ha votato il 75% dei 4.400 aventi diritto. Il nuovo sindaco sarà quindi Totò Martello – lista civica “Susemuni” ma area PD come Nicolini – che vince di misura su Filippo Mannino e la sua lista civica “Fare Lampedusa e Linosa” appoggiata in prevalenza da area centro-destra e noti forzisti nonché cuffariani.

Martello è già stato sindaco di Lampedusa e Linosa per due mandati ed assessore ai lavori pubblici per un mandato. Cavallo di battaglia della sua campagna elettorale è stato il Piano regolatore per le isole.

Alle 05:00 lo spoglio, parziale, vedeva i seguenti risultati:
Totò Martello – Lista “Susemuni” – 1039 voti
Filippo Mannino – Lista “Fare Lampedusa e Linosa” – 824 voti
Giusi Nicolini – ” Lista “Per non tornare indietro” – 660 voti
Angela Maraventano – Lega Nord – 175 voti

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